30 novembre 2016

La Calabria di Alvaro


di Carmelina Sicari - direttrice di Calabria Sconosciuta
Si è svolto a Reggio Calabria, alla biblioteca comunale accanto alla sala di Alvaro che conserva gli inediti dello scrittore, un incontro singolare organizzato dall'associazione Nuovo umanesimo. L'argomento era La Calabria di Alvaro. Singolare perché a tenere tale incontro è stato un geologo, Enzo Pizzonia, che ha posto al centro la responsabilità verso il territorio che a partire dai Diari lo scrittore di San Luca ha sempre testimoniato. La lettura tradizionale di Alvaro propone una formula, il realismo magico, che si rifà al discorso novecentesco di Bontempelli, ed al tema della memoria accorata e trasfigurante di una realtà remota e fascinosa. La Calabria è per Alvaro, vagabondo nel mondo, il paradiso perduto, il ritratto immobile rappresentato in Melusina uno dei suoi più intensi racconti. Ma tale formula si scontra con il mondo certo non idillico di Gente di Aspromonte, che è anzi violento. L'incipit lo dice. Non è bella la vita dei pastori. Si tratta di un realismo sociale. La sigla di tale realismo più forte della memoria e della sua fascinosa magia consiste in una visione del mondo diviso tra opposti senza conciliazione. In Gente d'Aspromonte l'abbondanza in cui vive il pigro padrone si contrappone all'oscurità ed alla penuria della vita dei pastori. E si capisce da che parte stia Alvaro proprio dalla figurazione dei pastori con i cappucci appoggiato ai lunghi bastoni come divinità minori sofferenti e neglette. L'abbondanza e la povertà nascono da questa violenta contrapposizione e da qui nasce il senso di giustizia che è il carattere dominante degli abitanti dell'Aspromonte e di Antonello, il protagonista. È anche il legame forte con le letture francesi perfettamente messo in luce da Anne Christine Faitrop-Porta in Cose di Francia. Il legame con la lettura dei Miserabili di Hugo ad esempio. Alvaro è così l'interprete per eccellenza non del carattere o del tipo umano che vive in Calabria ma di un'istanza umana universale che in Calabria si esprime più che altrove anche nel travestimento del male, nella perdizione e aberrazione. L'uomo in fuga che è il protagonista di tutti i romanzi ed i racconti alvariani, trova qui il suo rifugio per una strana sorte risarcitoria, rispetto alla terra ed emblematica per tutti gli uomini. Voi che amate la giustizia, venite in Calabria. Potrebbe suonare così l'appello attuale alla rigenerazione.
La prospettiva, nella lettura di Enzo Pizzonia, è la responsabilità nei confronti del territorio, la prossimità ad esso. La perdita dell'orizzonte di ciò che è vicino e prossimo ossia la responsabilità nei confronti di esso è recente. Il suo avvento è nella modernità e da ciò l'idea come di un sacrilegio di una sconsacrazione della terra che noi con termini edulcorati e soffici definiamo indifferenza. La lettura di Alvaro sotto questo profilo è nuova e stimolante.

Salute. Endometriosi ed alimentazione, consigli utili del biologo nutrizionista


di Saverio Bruni - Biologo Nutrizionista
L’endometriosi è una patologia cronica e complessa spesso dolorosa caratterizzata dalla crescita anomala dell’endometrio (normalmente posizionato all’interno dell’utero) in altri organi come ovaie, intestino, tube, peritoneo. Questa localizzazione atipica dell’endometrio causa infiammazioni croniche, sanguinamenti interni, infertilità ed aderenze.
L’endometriosi è una patologia molto diffusa, in Italia le donne con diagnosi conclamata di endometriosi sono almeno 3 milioni.
Per chi soffre di endometriosi è consigliato seguire una dieta specifica. La terapia dietetica non deve intendersi come sostitutiva della terapia farmacologica ma come supporto/integrazione.
La dieta deve essere personalizzata in base al quadro fisiopatologico di ogni paziente che deve essere poi seguito nel tempo da uno specialista. Per questo motivo le indicazioni presenti in questo articolo sono puramente generali e vanno contestualizzate in base a ciascun individuo sotto la supervisione di un medico, nutrizionista o specialista.
La dieta deve essere caratterizzata da un basso consumo di carni, cioccolato, caffeina, latte e derivati. Da limitare/evitare tutti quegli alimenti che contengono fitoestrogeni come la soia perché la malattia è ormonodipendente. Inoltre il consumo di carni latte e derivati può contribuire alla stimolazione/produzione di prostaglandine (PGE2, e PGF2A) molecole responsabili di alcuni processi infiammatori. Inoltre se industriali possono contenere inquinanti ambientali.
Contestualmente bisogna ridurre il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi come burro e margarina, bevande ad alto contenuto di zucchero e carboidrati raffinati. Bisogna porre particolare attenzione ai grassi idrogenati o trans, presenti in molte marche di grissini, fette biscottate, biscotti, merendine, torte, nonché pop corn, patatine ecc.

21 novembre 2016

Le Lettere di San Francesco di Paola ed il quadro del Santo a Montalto Uffugo. Presentazione il 30 novembre a Cosenza del libro di Giuseppe Leonetti

COSENZA - Mercoledì 30 Novembre alle ore 16:00 presso la sede della Confindustria in Via Tocci l’Associazione Elettra insieme a ilfilorosso presenteranno l’ultimo volume edito da ilfilorosso editore “Le Lettere di San Francesco di Paola ed il quadro del Santo a Montalto Uffugo” del professore Giuseppe Leonetti.

“Il libro di Giuseppe Leonetti, pur avendo al centro Francesco di Paola, non è però un’ulteriore biografia del santo, ma si occupa di due aspetti controversi e solo apparentemente minori legati a San Francesco. Il primo, di particolare importanza riguarda le Lettere; il secondo, di carattere iconografico, si sofferma sul significato dei simboli presenti nelle Lettere, ma anche sul ritratto di San Francesco conservato nella chiesa della SS. Annunziata di Montalto Uffugo e che Leonetti definisce come unico ritratto dal vero fatto al Santo ancora vivente. Il problema delle Lettere viene affrontato con rigore e ampiamente documentato dall’autore che ripercorre la storia spinosa e tormentata circa l’autenticità del corpus delle Lettere di Francesco. (…) La seconda parte del lavoro è dedicata ad un tema di grande interesse. Leonetti, partendo dai simboli grafici presenti nelle Lettere, si sofferma in modo particolare sul simbolo della croce presente in tutte le lettere e presentato in numerose varianti in modo quasi “ossessivo” tanto da far pensare, per i toni e i rimandi, ad una sorta di nuova Renovatio di stampo gioachimita. (…) I simboli vengono analizzati nei loro elementi costitutivi con un lavoro meticoloso e in un itinerario affascinante di riferimenti scritturali, alchemici, artistici, psicologici e astronomici. L’immagine di San Francesco nel dipinto di Montalto, della cui autenticità l’autore è sostenitore, diventa un concentrato di simboli che l’ignoto pittore ha voluto inserire nel dipinto in forma, forse, volutamente oscura ai più. Sono ipotesi, ma non peregrine, che l’autore azzarda motivandole, per quanto è possibile, come quella sull’identità dell’artista che ha dipinto il ritratto montaltese”. 
Dalla prefazione al volume di Luigina Guarasci.

A dialogare con l’autore ci saranno Pina Falcone, presidente dell’associazione Elettra, Luigina Guarasci direttore de ilfilorosso e Enzo Ferraro, critico e saggista, collaboratore de ilfilorosso.
La discussione sarà accompagnata da interventi musicali a cura di: Antonio Mannarino, Luigi Ripoli, Gianpaolo Lavorata del Liceo Musicale Lucrezia della Valle (CS) diretti dal Maestro Anna stella Cirigliano.

Giuseppe Leonetti, di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza, si è laureato in Lettere Classiche presso l’Unical ed è docente ordinario di italiano, latino e greco nel Liceo Classico Statale “Gioacchino da Fiore” di Rende. Le sue ricerche spaziano dalla letteratura classica alla letteratura italiana con una predilezione per le analisi di taglio semiologico ed antropologico. Collabora con varie associazioni culturali fra cui l’Accademia montaltina degli inculti per la quale ha tenuto numerosi seminari e conferenze pubblicando vari studi sulla filosofia, la teologia e la scienza nel seicento.

11 novembre 2016

Trentanni anni della rivista di cultura "Ilfilorosso". Le celebrazioni a dicembre


[Fonte Comune di Cosenza]
30 anni al servizio della cultura e soprattutto della promozione della ricerca poetica. Un impegno profuso a piene mani dando spazio a chi non sempre trova terreno fertile per comunicare e pubblicare, attraverso i versi, le proprie emozioni e i propri stati d'animo. E tutto questo senza alzare steccati, ma con la logica dell'open space perché una chance, in campo letterario, quando si hanno le carte in regola, non si nega a nessuno.
E' stata questa la filosofia che ha animato dal 1986, anno della sua fondazione, la rivista culturale “Ilfilorosso”, ideata da Francesco Graziano (nella foto) con Luigina Guarasci e Vincenzo Stancati. Col tempo la rivista è cresciuta, sviluppando significativi rapporti di collaborazione con altri gruppi culturali, italiani ed internazionali, e dando vita anche ad una piccola casa editrice e soprattutto ad un'associazione di cui oggi è Presidente proprio Luigina Guarasci, già dirigente scolastica nella scuola cosentina.
Il Comune di Cosenza si appresta a ricordare i 30 anni de “Ilfilorosso” ponendosi alla testa di un gruppo di comuni, Amantea, Aprigliano, Cerisano, Mendicino, Rogliano (dove la rivista è nata) e Luzzi, che nel mese di dicembre ospiteranno una serie di iniziative organizzate proprio per celebrare l'importante anniversario ed alle quali è stato dato il titolo “30 anni per la poesia”.
La Presidente de “Ilfilorosso” Luigina Guarasci ha illustrato alla Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta dalla consigliera comunale Alessandra De Rosa, il programma di massima delle iniziative programmate per il prossimo mese di dicembre. Ad accompagnare la Presidente Guarasci, uno degli animatori della rivista di cultura, il dottor Gaetano Marchese, ed una delle più attive collaboratrici, Maria Angela Chiarello. A Cosenza il trentennale della rivista sarà ricordato con l'iniziativa “La carovana dei poeti” in programma lungo il MAB (Museo all'aperto Bilotti) il prossimo 14 dicembre, alle ore 16,00. Si tratta di un viaggio poetico e musicale che si snoderà lungo l'isola pedonale di Corso Mazzini, tra le opere opere dei maggiori artisti del XX secolo che compongono la galleria d’arte en plein air, entrata a far parte, a tutti gli effetti, del patrimonio storico, artistico e identitario di Cosenza.
Subito dopo “La carovana dei poeti”, sempre il 14 dicembre, ma alle ore 18,00, sarà presentato, nel salone di rappresentanza del Comune di Cosenza, il volume “Trenta poeti per trent'anni di poesia”, edito da “Ilfilorosso”.
Le iniziative cosentine per il trentennale della rivista saranno poi concluse da un concerto che avrà per tema “L'infinito poetico”.
Nel corso della Commissione cultura è stata sottolineata la validità dell'iniziativa “30 anni per la poesia” che, coinvolgendo Cosenza e i suoi Casali, intende recuperare, in linea con la mission de “Ilfilorosso”, il rapporto tra storia e territorio, tra la città e la sua memoria, in una logica che non trascura di approfondire le questioni cruciali del pensiero poetico e la cultura come ponte tra civiltà e ideologie.
Una nuova serie di appuntamenti sarà programmata nel 2017, sempre in sinergia tra Comune di Cosenza ed Associazione culturale “Ilfilorosso”.
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